La Regola

Nella forma voluta della convivenza, sia i fratelli di Rito latino che i fratelli di Rito bizantino seguono sia la Regola del S. Padre Benedetto e le proprie costumanze, sia la Regola del Padre tra i Santi Basilio il Grande, e le proprie costumanze, in una fusione armonica.

“Anche le Conferenze dei Padri e i Precetti e le Vite loro,come pure la Regola del nostro Santo Padre Basilio, che sono se non mezzi di virtù per i monaci buoni e obbedienti?”
Regola di S.Benedetto, Cap. 73

Qualche passo:

3. Alla celebrazione di Cristo Risorto, il Signore della Gloria, mediante il quale nello Spirito Santo sale al Padre la lode, l’azione di grazie e la supplica, nulla sia mai preposto.

4. A Lui, e con Lui al Padre e allo Spirito Santo, in totale obbedienza di vita, vanno prestati adesione e ascolto permanente, quotidiano, a partire dal Dono della divina Parola (Mt 13,11) accolta nel celebrarla, molto amata, conosciuta, praticata, annunciata, testimoniata, insegnata nella scuola perenne della vita di fede  che si rende attiva nella carità (Gal 5,6).

5. La vita della comunità è seguire in fedeltà il Signore, rinnegando se stessi insieme con la perenne accettazione della santa croce quotidianamente (Lc 9,23).

6. Insieme, essa è la continua Liturgia al Padre mediante il Figlio nello Spirito Santo, che, secondo come la Rivelazione divina mirabilmente insegna, si attua nell’Evangelo (Rom 15,16), nelle opere della carità fraterna (2 Cor 8,1 – 9,15; Fil 2,30) e nel culto divino (1 Tess 1,9-10; Fil 3,3; Ebr 9,14), che è come il sigillo e la fonte di tutto.

7. I fratelli nella gioia della Redenzione divina, nella continua conversione del cuore, nella vita di semplicità e di sobrietà, di digiuno, di veglia, di penitenza, di permanente revisione di vita, scandiscono il tempo ad essi concesso, unendo le loro voci alla voce della Sposa diletta, la Chiesa di Dio, che insieme al Coro celeste della lode perenne (Ap 4,8) adora, benedice, glorifica, rende grazia, supplica, intercede, e con la lucerna accesa ed i fianchi cinti attende vigilante la Venuta dello Sposo divino (Lc 12,35; Mt 25,1-13).

8. La vita della comunità è tensione ultima verso il Signore che viene sempre con il suo Tuttosanto e Buono e Vivificante Spirito (Mt 24,27.37.39; 1 Tess 3,13; 5,23), nel silenzio contemplante amoroso e nella quiete, nella sobrietà dell’esistenza, nella ricerca dell’armonia della carità sincera tra i fratelli, nell’obbedienza reciproca, nel trovare l’essenziale.

9. La Liturgia celebrata prosegue nella «lettura divina» della Sacra Pagina, che è lo stile di vita contemplante, dove il «leggere e ardere» del cuore è quello di Emmaus (Lc 24,32), quando «la Parola cresce con il leggente», come avveniva nella Comunità degli Apostoli.

La comunità dell'Abbazia

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Chi siamo

La comunità dei fratelli di Santa Maria di Pulsano è cenobita, ed insieme conosce l’eremitismo. La comunità si assume la povertà evangelica e la rinuncia ai beni in vista del Regno di Dio.

Monachesimo Diocesano

Quando si parla di monachesimo generalmente si pensa ai vari ordini monastici: benedettino, certosino ecc. ma essi sono ordini monastici e non il monachesimo tout court.

Biritualità

La Provvidenza dispone che nell’Abbazia vivano in comunità di fede e di opere fratelli che provengono da due Tradizioni contemplative sorelle, quella bizantina e quella latina.

Ospitalità

Con sincerità di fede offriamo agli ospiti ciò che abbiamo: la partecipazione alla preghiera, la mensa comune, il silenzio, la pace del luogo solitario, la possibilità di un incontro personale con Dio.