Lectio divina

Gli antichi monaci chiamavano lectio divina la lettura quotidiana diretta e personale della Sacra Scrittura, la divina Parola vivificante. Nella Chiesa per diversi secoli essa era la pratica corrente di tutti i fedeli, non solo del clero e dei monaci. Oggi essa gode di una rivalutazione e di una certa diffusione, che va aiutata con ogni mezzo. 

La lectio divina ha alcune caratteristiche esclusive, le sole che la rendono autentica:
a) è una vera e propria ed eccellente azione liturgica dei battezzati, e il suo fondamento è la specifica consacrazione alla Parola che conferisce lo Spirito Santo con la confermazione;
b) non è la "lettura spirituale" di autori correnti, per quanto buoni, né è la meditazione quotidiana sulla base di quegli autori;
c) è la lettura che segna l’accostamento immediato, privato e assiduo,
al Testo sacro della Parola divina;
d) per essa è necessario un piano serio e severo per procedere, seguendo il Lezionario domenicale, o un'intero libro della Scrittura;
e) tale lettura è quotidiana, ossia si pratica con perseveranza ogni giorno, anche per pochi minuti;
f) è principalmente accostamento personale e individuale alla Parola, per cui l'incontro comunitario organizzato settimanalmente dall'Abbazia è da intendersi solo come preparatorio.
g) essa segna il recupero del raccoglimento interiore quotidiano necessario, ossia del silenzio interiore ed esterno, che occorre conquistarsi ogni giorno;
h) si procede leggendo poche parole della Scrittura, poi meditandovi sopra, pregandovi sopra, contemplando le Realtà divine. Così via con il seguito del testo.
La lectio divina crea quindi l’atmosfera liturgica e celebrativa, che parte sempre e ovviamente dalla lettura continua della Scrittura, capace di accrescere i contenuti biblici nell’anima del fedele.
Essa avvia anche alla preghiera continua sulla base della Scrittura. Abitua alla riflessione orante, che è la contemplazione come Grazia dello Spirito Santo. Con tutto questo tesoro, la lectio divina prepara alla Liturgia della comunità, in specie delle Ore e dei Divini Misteri, e anche consegue a essa come uno dei frutti.
E così si pone come pratica indispensabile che prepara alla consapevole vita di fede e di carità.

Se si volesse usare un'immagine moderna, dalla nostra vita movimentata, potremmo paragonare la lectio divina al "fare il pieno", immediatamente necessario, anzi propriamente indispensabile sia alle Ore, sia ai Divini Misteri domenicali, sia alla vita di fede e di carità.    (T.Federici)


 
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L'abate tacque udendo queste parole. Di ritorno dall'assemblea, quelli che lo avevano ingiuriosamente trattato gli dissero: « Non sei turbato? ». Egli rispose: « Sono turbato, ma non dico niente ».

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