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Mt 2,1-12; Isaia 60,1-6; Salmo 71; Efesini 3,2-3a.5-6 (leggi 3,1-7)

DISCORSO 199

EPIFANIA DEL SIGNORE

di sant’Agostino, vescovo

(PL 38,1026-1028)

Cristo pietra angolare.

1. 1. Non molto tempo fa abbiamo celebrato il giorno in cui il Signore è nato dai Giudei; oggi celebriamo il giorno in cui è stato adorato dai pagani. Poiché la salvezza viene dai Giudei 1; ma questa salvezza (sarà portata) fino agli estremi confini del mondo 2. In quel giorno lo adorarono i pastori, oggi i magi; a quelli lo annunciarono gli angeli, a questi una stella. Tutti e due l’appresero per intervento celeste, quando videro in terra il re del cielo, perché ci fosse gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà 3. Egli infatti è la nostra pace, colui che ha unito i due in un popolo solo 4. Già, fin da quando il bambino è nato e annunziato, si presenta come pietra angolare 5, tale si manifesta già nello stesso momento della nascita. Già cominciò a congiungere in sé le due pareti poste in diverse direzioni, chiamando i pastori dalla Giudea, i magi dall’Oriente: Per creare in se stesso dei due un solo uomo nuovo e ristabilire la pace; pace tanto a quelli che erano lontani tanto a quelli che erano vicini 6. I pastori accorrendo da vicino lo stesso giorno della nascita, i magi arrivando oggi da lontano hanno consegnato ai posteri due giorni diversi da celebrare, pur avendo ambedue contemplato la medesima luce del mondo.

La fede dei magi e l’incredulità dei Giudei.

1. 2. Oggi bisogna parlare dei magi che la fede ha condotto a Cristo da terre lontane. Vennero e lo cercarono dicendo: Dov’è il Re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti ad adorarlo 7. Annunziano e chiedono, credono e cercano, come per simboleggiare coloro che camminano nella fede e desiderano la visione 8. Non erano già nati tante volte in Giudea altri re dei Giudei? Come mai questo viene conosciuto da stranieri attraverso segni celesti e viene cercato in terra, risplende nell’alto del cielo e si nasconde umilmente? I magi vedono la stella in Oriente e capiscono che in Giudea è nato un re. Chi è questo re tanto piccolo e tanto grande, che in terra non parla ancora e in cielo già dà ordini? Proprio per noi – perché volle farsi conoscere da noi tramite le sue sante Scritture – volle che anche i magi credessero in lui attraverso i suoi profeti, pur avendo dato ad essi un segno così chiaro in cielo e pur avendo rivelato ai loro cuori di essere nato in Giudea. Nel cercare la città nella quale era nato colui che desideravano vedere e adorare, fu per essi necessario informarsi presso i capi dei Giudei. E questi, attingendo dalla sacra Scrittura che avevano sulle labbra ma non nel cuore, presentarono, da infedeli a persone divenute credenti, la grazia della fede, menzogneri nel loro cuore, veritieri a loro proprio danno. Quanto sarebbe stato meglio infatti se si fossero uniti a quelli che cercavano il Cristo, dopo aver sentito dire da essi che, veduta la sua stella, erano venuti desiderosi di adorarlo? se li avessero accompagnati essi stessi a Betlemme di Giuda, la città che avevano ad essi indicato seguendo le indicazioni dei Libri divini? se insieme ad essi avessero veduto, avessero compreso, avessero adorato? Invece, mentre hanno indicato ad altri la fonte della vita, essi ora sono morti di sete. È successo loro come alle pietre miliari: mentre hanno dato indicazioni ai viandanti in cammino, essi son rimasti inerti e immobili. I magi cercavano il Signore per trovarlo, Erode lo cercava per ucciderlo, i Giudei leggevano in quale città doveva nascere ma non comprendevano che era quello il tempo in cui sarebbe venuto. Tra il religioso amore dei magi e il crudele timore di Erode, essi vaneggiarono 9 indicando giustamente la città di Betlemme. Il Cristo lì nato lo avrebbero negato non allora, che neppure lo cercarono, ma più tardi, quando lo avrebbero visto; e l’avrebbero ucciso non allora, muto bambino, ma più tardi, quando avrebbe parlato. Più felice piuttosto l’incoscienza dei bambini uccisi da Erode spaventato, che la scienza di costoro consultati da Erode turbato. Quelli poterono soffrire per Cristo, non potendolo ancora confessare; i Giudei invece non hanno accolto la verità da lui poi insegnata, mentre ne avevano potuto conoscere la città di nascita.

Contro l’oroscopia.

2. 3. È vero che la stella condusse i magi proprio nel luogo ove il Dio Verbo era bambino. Ma arrossisca la sacrilega stupidità e quella, per così dire, pseudoscienza ignorante di chi da questo fatto arguisce che Cristo sia nato sotto l’influsso delle stelle. La motivazione? È scritto nel Vangelo che, quando è nato, i magi hanno visto la sua stella in Oriente 10. Ciò non sarebbe vero neanche se gli uomini nascessero veramente sotto l’influsso degli astri: perché essi nascono nella condizione di natura mortale e non per proprio volere come il Figlio di Dio. Che Cristo sia nato sotto il volere degli astri è tanto incompatibile con la verità, che nessun credente in Cristo – che sia ortodosso – può pensare che in questa maniera possa mai nascere alcun uomo. Sostengano pure quei menzogneri le loro stupide opinioni sugli oroscopi degli uomini, neghino la libera volontà con la quale peccano, s’inventino il destino per scusare i propri peccati, si sforzino pure di addebitare al cielo il loro malvagio comportamento, per il quale sulla terra sono detestati dagli altri uomini; asseriscano, mentendo, che è colpa degli astri. Ciascuno di essi rifletta però se non ritiene di dover dirigere con autorità – qualunque essa sia – non dico la sua vita, ma la sua famiglia; se per caso, in base a queste sue teorie, non permetta di battere in casa i suoi servi che sbagliano, se prima non si sente in dovere di bestemmiare i suoi dèi che splendono in cielo. Tuttavia costoro neanche in base alle loro menzognere fantasticherie e ai loro libri – che oltre a non essere profetici sono del tutto falsi – possono affermare che Cristo sia nato sotto l’influsso degli astri, per il motivo che dopo la sua nascita i magi videro in Oriente la sua stella. Da questo fatto si deduce non che Cristo nacque sotto l’influsso della stella, ma che anzi si manifestò come suo Signore. Infatti la stella non mantenne il suo normale corso astronomico, ma mostrò la via agli uomini che cercavano il Cristo, fino al luogo in cui era nato. Perciò non la stella fece nascere Cristo in modo mirabile, ma Cristo fece apparire la stella in modo mirabile. Non la stella stabilì gli eventi straordinari di Cristo, ma Cristo incluse la stella nei suoi eventi straordinari. Colui che, nato dal Padre, ha creato il cielo e la terra, nato da madre mostrò alla terra dal cielo una nuova stella. Alla sua nascita un bagliore nuovo è apparso con la stella, mentre alla sua morte la luce usuale del sole si è oscurata. Alla sua nascita il cielo risplendette di nuova luce, alla sua morte gli inferi tremarono di nuovo terrore, alla sua risurrezione i discepoli si accesero di nuovo amore, alla sua ascensione i cieli si aprirono a nuovo ossequio. Celebriamo dunque con devota solennità anche questo giorno, in cui i magi venuti di mezzo ai pagani hanno adorato il Cristo che avevano conosciuto 11, come abbiamo celebrato il giorno in cui i pastori giudei videro il Cristo nato 12. Lo stesso Signore Dio nostro infatti scelse di mezzo ai Giudei gli Apostoli come pastori, per riunire per mezzo di essi, anche di tra mezzo ai pagani, i peccatori da condurre alla salvezza.

Note

1 – Gv 4, 22.

2 – Is 49, 6.

3 – Lc 2, 14.

4 – Ef 2, 14.

5 – Cf. Mt 21, 42.

6 – Ef 2, 15. 17.

7 – Mt 2, 2.

8 – Cf. 2 Cor 5, 7.

9 – Cf. Rm 1, 21.

10 – Cf. Mt 2, 2.

11 – Cf. Mt 2, 1-11.

12 – Cf. Lc 2, 8-20

DISCORSO 201

EPIFANIA DEL SIGNORE

di sant’Agostino, vescovo

(PL 38, 1031-1033)

La manifestazione di Cristo ai pagani.

1. Da pochissimi giorni abbiamo celebrato il Natale del Signore, in questo giorno celebriamo con non minore solennità la sua manifestazione, con la quale cominciò a farsi conoscere dai pagani. In quel giorno i pastori giudei lo videro appena nato, oggi i magi venuti dall’Oriente lo hanno adorato. Era nato infatti colui che è la pietra angolare, la pace fra le due pareti, provenienti dalla circoncisione e dalla incirconcisione, provenienti da opposte direzioni; perché si unissero in lui che è diventato la nostra pace e che ha fatto dei due un popolo solo 1. Tutto è stato prefigurato per i Giudei nei pastori, per i pagani nei magi. Di lì ha avuto origine quel che doveva portare frutti e crescere per tutto il mondo. Questi due giorni, del Natale e della manifestazione del nostro Signore, sono perciò a noi molto cari e pieni di letizia spirituale. I pastori Giudei sono stati condotti a lui dall’annunzio di un angelo, i magi pagani dall’apparizione di una stella. Questa stella ha scompigliato i computi privi di fondamento degli astrologi e i loro presagi, mentre ha fatto intendere agli adoratori degli astri che bisogna piuttosto adorare il creatore del cielo e della terra. Nella sua nascita fece apparire una stella nuova colui che nella sua morte oscurò l’antico sole 2. In quella luce ha avuto inizio la fede dei pagani; in quelle tenebre fu riprovata la perfidia dei Giudei. Che cosa era quella stella, che mai prima apparve tra le altre stelle né poi si fece più vedere? Che cosa era se non splendida lingua del cielo per narrare la gloria di Dio 3, per gridare a tutti con insolito bagliore l’insolito parto di una vergine? Della sua mancata apparizione successiva ha preso il posto il Vangelo nel mondo intero. Che cosa dissero i magi giungendo a Gerusalemme? Dove è nato il Re dei Giudei? Che cosa significa questa domanda? Non erano nati precedentemente tanti re dei Giudei? Perché desideravano così ardentemente conoscere e adorare il re di un popolo straniero? Abbiamo visto infatti – aggiunsero – la sua stella in Oriente e siamo venuti ad adorarlo 4. L’avrebbero ricercato con tanta passione, l’avrebbero desiderato con tanto pio affetto se non avessero riconosciuto nel re dei Giudei anche il re dei secoli?.

Pilato e i magi prefigurazione della conversione dei pagani.

2. Anche Pilato fu ispirato da un certo soffio di verità quando nella crocifissione di Cristo fece scrivere sul titolo della sentenza: Re dei Giudei. I Giudei, proprio essi così pieni di errori, tentarono di farlo correggere. Ma Pilato rispose loro: Ciò che ho scritto, ho scritto 5. Era stato infatti già predetto nel Salmo: Non distruggere l’iscrizione del titolo 6. Poniamo attenzione a questo grande e mirabile sacramento. I magi venivano dai pagani e anche Pilato veniva dai pagani. Quelli videro la stella nel cielo, costui fece scrivere il titolo sulla croce; ambedue tuttavia o cercavano o riconoscevano il re non dei pagani ma dei Giudei. I Giudei invece da parte loro né seguirono la stella né approvarono il titolo. Infatti veniva già prefigurato quanto poi lo stesso Signore disse: Molti verranno dall’Oriente e dall’Occidente e si assideranno a mensa con Abramo ed Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, ma i figli del regno saranno gettati nelle tenebre esteriori 7. Infatti i magi erano venuti dall’Oriente, Pilato dall’Occidente. Quelli riconoscevano il re dei Giudei in Cristo che sorgeva, cioè nasceva; costui lo riconosceva in Cristo che tramontava, cioè moriva. Così che potevano assidersi a mensa nel regno dei cieli con Abramo e Isacco e Giacobbe, dai quali i Giudei traevano origine, non discendenti da essi per generazione carnale, ma inseriti in essi con la fede. Veniva così prefigurato l’oleastro selvatico – di cui parla l’Apostolo – da innestare nell’olivo domestico 8. Cristo veniva cercato o riconosciuto dagli stessi pagani come re dei Giudei, non dei pagani, perché l’oleastro selvatico veniva innestato nell’olivo domestico, non l’olivo domestico nell’oleastro. I rami che si sarebbero spezzati, cioè i Giudei infedeli, ai magi che chiedevano dove Cristo sarebbe nato risposero: In Betlemme di Giuda 9; e a Pilato, che li biasimava perché volevano crocifiggere il loro re, resistettero con forte pertinacia. Pertanto i magi lo adorarono, mentre i Giudei si limitarono a indicare loro il luogo dove Cristo era nato: tramite la Scrittura, che i Giudei hanno ricevuto, noi conosciamo Cristo. Pilato, un pagano, si lavò le mani, mentre i Giudei reclamavano la condanna a morte di Cristo 10: con il sangue che i Giudei hanno sparso noi abbiamo lavato i nostri peccati. Della testimonianza che Pilato diede attraverso l’iscrizione del titolo, nel quale fece scrivere che Cristo era il re dei Giudei, si deve però parlare in altro luogo, nel tempo della passione.

I Giudei custodi delle Scritture.

3. Ora, rimanendo nell’argomento della manifestazione di Cristo che è nato, diremo le poche cose che ci son rimaste da dire sul giorno di questa manifestazione – che con termine greco si dice “Epifania” – con la quale Cristo cominciò a manifestarsi ai pagani quando i magi andarono ad adorarlo. Mi piace considerare ancora una volta il fatto che ai magi che chiedevano dove Cristo sarebbe nato i Giudei risposero: In Betlemme di Giuda 11 e tuttavia essi non andarono da lui; ma, ritiratisi essi, la stella che avevano visto prima guidò i magi al luogo dove si trovava il bambino; e così mostrò che poteva indicare anche la città, ma si sottrasse per un po’ di tempo alla loro vista perché i Giudei potessero essere interpellati. E i Giudei sono stati interpellati per provare che essi custodivano le parole divine non per la propria salvezza e conoscenza, ma per quella dei pagani. Quel popolo infatti è stato cacciato dalla propria terra e disperso per tutto il mondo per diventare ovunque, suo malgrado, testimone di quella fede di cui sono nemici. Perduti infatti il tempio, il sacrificio, il sacerdozio e la stessa terra, conservano il proprio nome e la propria fisionomia di popolo mantenendo pochi riti dell’antica legge. Questo perché, mescolati ai pagani, non si disperdano senza conservare alcuna distinzione e così perdano il testimone della verità; come Caino, che invidioso e superbo uccise il fratello giusto, ricevette un segno perché nessuno lo uccidesse 12. Tutto questo possiamo ben coglierlo anche nel Salmo cinquantotto, dove Cristo parla in persona del suo corpo e dice: Il mio Dio mi fa sovrastare ai miei nemici; non ucciderli, perché non si dimentichino della tua legge 13. In quei nemici della fede cristiana c’è la prova per i pagani di come Cristo sia stato predetto: affinché, vedendo che con tanta chiarezza si sono avverate le profezie, non abbiano a pensare che quelle Scritture siano state inventate dai cristiani, quando vengono loro lette delle profezie riguardanti il Cristo e vedono che si sono compiute. Si presentano dunque loro i codici che sono presso i Giudei; in questo modo Dio ci dà testimonianza servendosi dei nostri nemici; non li uccide, cioè non li fa scomparire del tutto dalla terra, perché non si dimentichino della sua legge: leggendola e mettendo in pratica alcuni suoi precetti, benché in maniera carnale, si ricordano come essi vanno incontro al giudizio mentre rendono testimonianza a noi.

Note

1 – Cf. Ef 2, 11-22.

2 – Cf. Lc 23, 45.

3 – Cf. Sal 18, 2.

4 – Mt 2, 2.

5 – Gv 19, 19. 22.

6 – Sal 46, 1 (sec. Vet. lat.).

7 – Mt 8, 11-12.

8 – Cf. Rm 11, 24.

9 – Mt 2, 5.

10 – Mt 27, 24.

11 – Mt 2, 5.

12 – Cf. Gn 4, 1-15.

13 – Sal 59, 11 s

Domenica 4 gennaio 2026

Abbazia Santa Maria di Pulsano