Lectio divina Solennità di Tutti i Santi, Anno A

Matteo 5,1-12a; Ap 7,2-4.9-14 (leggi 7,2-17); Sal 23; 1 Gv 3,1-3;

 

Celebriamo oggi una festa che riguarda soprattutto noi cristiani, discepoli di Gesù Cristo, ma non solo. Sia che siamo ancora viventi, sulla terra, sia che siamo passati attraverso l’esodo della morte e siamo dunque “in cielo”, nel regno di Dio, tutti noi siamo partecipi della beatitudine, della felicità. L’essere umano cerca la felicità, la vita piena e senza fine, e Gesù vuole dare una risposta a questa sete profonda presente nel cuore di ogni persona.

 

Un po’ di storia

Già nel IV secolo, incontriamo in Oriente la commemorazione di tutti i martiri. In Antiochia, essa veniva celebrata nella prima domenica dopo la Pentecoste, in Siria orientale, il venerdì dopo la Pasqua; a Edessa, il 13 maggio. A Roma, troviamo le tracce di queste celebrazioni, ma la solennità stessa assume importanza a partire dai tempi di Bonifacio IV (+ 615). Col permesso dell`imperatore, il papa trasforma il tempio pagano del Pantheon in chiesa dedicata alla Beatissima Vergine Maria e a tutti i Martiri. La solenne consacrazione del tempio e il collocamento delle reliquie ebbero luogo il 13 maggio 610. L`anniversario della consacrazione si celebrava ogni anno con grande partecipazione dei fedeli e il papa stesso prendeva parte alla Messa della stazione. Verso l`anno 800, la Commemorazione di Tutti i Santi viene celebrata in Irlanda, in Baviera e in alcune Chiese della Gallia, però il giorno 1° novembre. Durante il pontificato di Gregorio IV (828-844), il re Luigi IX estende la festa a tutto il territorio del suo Stato. In questa maniera, la festa locale di Roma e di alcune altre Chiese diventa una festa della Chiesa universale. Roma accoglie però, per i motivi che non conosciamo, la data gallica delle celebrazioni, cioè il 1° novembre. In questo giorno, la Chiesa venera tutti i santi, cioè i martiri e i confessori.

Nei primi secoli si conosce il culto dei martiri che hanno dato la loro vita per Cristo. Col tempo, però, compare il culto dei confessori, coloro cioè la cui vita risultava una fedele sequela delle parole di Cristo. Tra i confessori troviamo anzitutto i grandi vescovi, che in modo particolare davano testimonianza della fede cristiana, l`insegnavano, difendevano la sua purezza e la confermavano con l`esempio della loro vita. Si rendeva culto agli asceti, alle vergini ed ai monaci, poiché essi davano testimonianza con una vita eroicamente cristiana. La festa di un santo era originariamente…

 

 

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