Letture patristiche DOMENICA «DEL TESORO DEL CUORE», VIII del Tempo, Anno C

 Lc 6,39-45; Sir 27,4-7; Sal 91; 1 Cor 15,54-58

 

1. Anche i cattivi possono dir cose buone, ma…

Se, dunque, anche i cattivi possono dir cose buone, chiediamo un po` al Cristo, non per contestarlo, ma proprio per imparare da lui: Signore, se i cattivi possono dir cose buone – per cui ci ordinasti: fate quello che dicono, ma non fate quello ch`essi fanno – se possono dir cose buone, com`è che altrove dici: “Ipocriti, non potete dir nulla di buono, perché siete cattivi” (Mt 12,34)?

Riflettete sul problema, perché con l`aiuto del Signore possiate vederne la soluzione. Vi ripeto la domanda. Il Cristo dice: “Fate ciò che dicono, ma non fate ciò che fanno, perché dicono e non fanno. Essi stessi non fanno quello che insegnano. Perciò dobbiamo fare quello che dicono, ma ciò ch`essi fanno, noi non lo dobbiamo fare. Altrove è detto: “Che forse si raccoglie uva dalle spine o fichi da un cespuglio? L`albero lo si riconosce dai suoi frutti” (Mt 7,16). Che dobbiamo fare, allora? Come dobbiamo interpretare queste parole? Ecco qua rovi e spine. Fate. Mi chiedi di raccogliere uva dalle spine: qua comandi, là proibisci, come farò a ubbidire? Senti, cerca di capire. Quando dico: Fate ciò che dicono, non fate ciò che fanno, devi ricordarti di quella mia parola: “Si son seduti sulla cattedra di Mosè. Quando dicono cose buone, non son loro a dirle, è la cattedra di Mosè che le dice. La cattedra sta per la dottrina, è la dottrina di Mosè che parla; e la dottrina di Mosè sta nella loro memoria, ma non sta nelle loro opere. Quando però son loro a parlare, quando esprimono se stessi, qual è il commento?

(Agostino, Sermo Guelferb. 32, 10)

 

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